GRAN TOUR DELLA CALABRIA

By 9 giugno 2020 No Comments
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GRAN TOUR DELLA CALABRIA

Viaggio in una terra d’altri tempi che stupisce il visitatore con i suoi paesaggi aspri e lussureggianti che dal mare salgono fino all’alta montagna. Il suo territorio ammalia con le sue coste, i suoi deliziosi borghi medievali, le testimonianze preistoriche, greche, romane, bizantine e normanne e il suo popolo, ospitale e generoso, ci farà scoprire le sue antiche tradizioni.

KEL12

10 GIORNI

minimo 10 massimo 16 partecipanti

PARTENZE

Dal 2 settembre al 11 settembre 2020
Dal 12 novembre al 21 novembre 2020

A PARTIRE DA EURO 2.200 p.p.


ITINERARIO DI VIAGGIO

 

1° giorno
Lamezia Terme – Cosenza
Ritrovo dei partecipanti previsto all’aeroporto Lamezia Terme e in pullman, sempre a disposizione per tutta la durata del nostro viaggio, raggiungeremo Cosenza, dove, dopo il pranzo in ristorante, ci dedicheremo alla scoperta dei tesori nascosti di questa città identificata anche come Atene della Calabria per la sua tradizione culturale. Cosenza, tra le altre cose, accoglie nel proprio centro storico dal fascino decadente, la bellissima piazza del Teatro Rendano, la cattedrale duecentesca di Santa Maria Assunta e la Galleria Nazionale, situata nel prestigioso Palazzo Arnone, che documenta momenti significativi dell’arte italiana, in particolare meridionale, dal Cinquecento al Novecento ed espone opere di artisti nati in Calabria, da Mattia Preti a Umberto Boccioni. Sull’isola pedonale di Corso Mazzini ospita il Museo all’aperto Bilotti, unico nel suo genere sul territorio italiano. È possibile infatti passeggiare, fare shopping e al contempo godere di un percorso artistico di elevato valore, con opere di Mimmo Rotella, Giacomo Manzù, Salvador Dalì o Giorgio De Chirico. Il mirabile progetto è stato realizzato grazie alle donazioni dei mecenati cosentini Carlo ed Enzo Bilotti. Cena libera e pernottamento.

2° giorno
Cosenza – Diamante – Cirella – Santa Maria del Cedro – Maratea – Scalea
Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla scoperta della Riviera dei Cedri, cominciando con la capitale di Sua Maestà il Peperoncino, Diamante, conosciuta anche come il museo all’aperto più grande d’Italia. I suoi murales, oltre 150 opere dipinte da numerosi pittori ed artisti di fama internazionale, si possono ammirare sui muri del centro storico. Diamante nel tempo è diventata la città manifesto di questa specialità gastronomica ed oggi sono un connubio indissolubile. Il peperoncino, importato in Europa con la scoperta delle Americhe, è il principe dei prodotti tipici calabresi e ha trovato nel clima meridionale l’ambiente ideale per la sua coltivazione. A Diamante, sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino, si tiene annualmente il famoso Festival del Peperoncino che con le sue degustazioni e manifestazioni culturali e di intrattenimento, è un appuntamento imperdibile. Ci avventureremo poi tra le rovine di Cirella Vecchia, distrutta da un bombardamento della flotta napoleonica nel 1806, da cui si gode una splendida vista della costa tirrenica e dell’isola stessa di Cirella. Una passeggiata tra i ruderi è un’esperienza emozionante perché nel silenzio che li avvolge, sembrano affiorare alla mente i tragici momenti che ha vissuto il borgo durante la distruzione. Quando, a tratti, soffia un po’ di vento, sembra quasi di udire le urla e i lamenti di tutte le persone innocenti che venivano trucidate dai cannoneggiamenti. Prima di pranzo, sosta a Santa Maria del Cedro che ospita alcuni tra i siti archeologici più importanti della zona. Ammireremo di passaggio i resti poderosi di un acquedotto normanno e i ruderi dell’Arx Abatemarco, un castello e una piccola abbazia che rappresentano uno dei migliori esempi di feudo ancora esistenti in Italia. Il complesso, tra l’altro, è splendidamente posizionato tra i campi destinati alla coltivazione del cedro. Proprio questo agrume è il protagonista della nostra mattinata. Il cedro, usato dai locali a scopi alimentari, attira ancora oggi i rabbini di tutto il mondo che si recano ogni estate in Calabria a scegliere i frutti migliori per festeggiare le ricorrenze della tradizione ebraica. Pomeriggio sarà la volta di Maratea, in Basilicata. Questa cittadina è un’opera d’arte naturale incastonata nelle propaggini dell’Appennino e lambita dal Mare Tirreno con cale, baie e isolotti. Il territorio si estende per 32 chilometri di costa con una galassia di piccoli borghi che gravitano sul capoluogo medievale a sua volta sovrastato dai ruderi del Castello e dalla statua del Cristo Redentore. Opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenzi, la statua del Cristo Redentore, innalzata nel 1965, è seconda solo a quella del Corcovado a Rio de Janeiro. La cena e il pernottamento sono previsti nel bellissimo centro storico di Scalea.

3° giorno
Scalea – Papasidero – Civita – Altomonte – Morano Calabro
Lasceremo la costa tirrenica e faremo una prima sosta a Papasidero per la visita del Grotta del Romito che rappresenta uno dei siti più interessanti del Paleolitico italiano. All’interno si trovano alcune incisioni rupestri come per esempio il graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius), e tracce di antiche sepolture, risalenti a 10.500 anni fa. Un sito di straordinaria importanza nel panorama della preistoria europea. Civita, invece, situata ai piedi del Parco Nazionale del Pollino e cuore della comunità italoalbanese, è forse il borgo più interessante del mondo arbëreshe della Calabria. Per le vie del centro è possibile ammirare i comignoli, l’aspetto architettonico più originale di Civita. Non si sa con precisione quando cominciò questa tendenza, ma i Maestri erano soliti firmare la costruzione di una nuova casa con un nuovo comignolo, diverso da tutti gli altri già esistenti. Un’altra delle meraviglie di Civita è il Ponte del Diavolo, sospeso sull’ultima parte delle Gole del Raganello. Da secoli sfida la furia degli elementi, per assicurare il collegamento tra l’alto Ionio ed i monti della catena del Pollino, offrendo uno spettacolo mozzafiato. Le Gole del Raganello regalano uno scenario naturale tra i più sorprendenti. La loro lunghezza complessiva è di 13 km, attraverso un’escursione altimetrica di circa 500 metri. Lo spettacolo che offre il Canyon del Raganello è senza pari in Europa. Per pranzo saremo in uno dei ristoranti del piccolo borgo, la cui proposta gastronomica, strettamente legata al territorio e rigorosamente fedele alle risorse naturali locali, diventa filo conduttore per la riscoperta delle tradizioni culinarie arbëreshe, secondo un percorso ben definito che, in un tempo, tende a coniugare gli antichi sapori della terra calabrese e del mondo contadino, con le influenze balcaniche tramandate attraverso la conservazione delle origini etniche del Paese delle Aquile. Nel pomeriggio visita del borgo di Altomonte, un vero monumento a cielo aperto, soprattutto nell’architettura delle abitazioni del centro storico. È il caso dei portali in pietra dei palazzi nobiliari che mantengono ancora l’impostazione medievale. La parte alta del borgo di Altomonte è dominata dalla Chiesa di S. Maria della Consolazione, che sorge sulle spoglie di una vecchia chiesetta normanna ultimata nel 1380, sicuramente una delle testimonianze più dirette dell’epoca angioina in Calabria. Concluderemo la nostra giornata a Morano Calabro, definito come uno dei borghi più belli della nostra penisola, e sede di importanti siti architettonici, come i ruderi del Castello Normanno, da cui si può ammirare un bellissimo panorama sulle montagne, la Chiesa di san Pietro e Paolo e la Collegiata di Santa Maria Maddalena, dove si può ammirare il Polittico del pittore veneto Bartolomeo Vivarini. La cena e il pernottamento sono previsti in un piccolo albergo del centro storico

4° giorno
Morano Calabro – Rossano – Crotone
Quasi l’intera giornata sarà dedicata alla scoperta di un vero e proprio scrigno di arte, storia e tradizione, incastonato tra i monti della Sila e la costa jonica. Rossano ha una storia antichissima che affonda le sue origini all’epoca degli Enotri, una popolazione autoctona presente in alcune aree dell’Italia meridionale. Questa nobile cittadina, conosciuta come la Ravenna del sud, è sempre stata caratterizzata dal culto religioso e per la concentrazione di gioielli d’arte bizantina ben conservati, come l’Oratorio di San Marco, considerata una delle più importanti chiese di origine bizantina italiane e ubicata nel quartiere della Grecìa, il più antico della città, oppure come la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, è una meta imperdibile di un viaggio in Calabria. Questa però è soprattutto la città del Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto onciale greco che risale al VI sec. d.C., contenente un evangelario con testi di Matteo e Marco. Un capolavoro patrimonio dell’umanità. Proprio come l’altro tesoro di Rossano: il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”. La famiglia ne ha voluto fortemente la realizzazione nel desiderio di presentare al pubblico una singolare esperienza imprenditoriale, nonché la storia di un prodotto unico del territorio. Una delle eccellenze nel mondo della Calabria è sicuramente la liquirizia, ottenuta dalla Glycyrrhiza glabra, che nasce spontanea lungo il litorale ionico. In questa terra è conosciuta ed utilizzata da sempre, ma la lavorazione su vasta scala iniziò solo nel 1715, quando il Duca di Corigliano impiantò la prima fabbrica e la liquirizia divenne in questo modo una fonte di guadagno e progresso. Dopo il pranzo raggiungeremo Crotone, città dalla storia millenaria, che fu fondata dai greci nel 718 a.C. e dove Pitagora vi fondò la sua scuola. Il centro storico è dominato dalla mole del Castello di Carlo V, ma il fiore all’occhiello del patrimonio culturale della città è rappresentato dal Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti della Calabria, con pezzi significativi di tutta l’area della Magna Grecia. Tra i reperti più importanti trovano posto i rinvenimenti dell’antica Kroton e il tesoro di Hera Lacinia, costituito da preziosi oggetti votivi in oro. Non lontano dal centro cittadino, Capo Colonna è il luogo dove visiteremo i resti del celebre santuario dedicato ad Hera e risalente alla prima colonizzazione greca dell’area. Purtroppo venne utilizzato come cava di pietra per il castello e i palazzi nobiliari della città ed oggi non resta che una solitaria e simbolica colonna. Sistemazione in albergo a Crotone, cena libera e pernottamento.

5° giorno
Crotone – Santa Severina – Le Castella – Catanzaro
Nell’entroterra crotonese, Santa Severina è uno dei Borghi più belli d’Italia. Viene definita la Nave di Pietra in quanto sorge su uno sperone di tufo e domina la vallata del fiume Neto. Piazza Campo, con la Cattedrale di Santa Anastasia e l’annesso Battistero bizantino, ne costituisce il cuore, ma è il Castello, una delle antiche fortezze militari meglio conservate del meridione d’Italia, a dominare l’intero borgo. Al termine delle visite, partenza verso la costa ionica per raggiungere lo scenografico Le Castella, imponente castello aragonese, situato su un’isola in mezzo allo Ionio. Senza ombra di dubbio, è uno dei luoghi più affascinanti della Calabria, un po’ simbolo della regione stessa. Per comprendere il significato del nome usato al plurale anziché al singolare, bisogna considerare che la tradizione popolare riferisce l’esistenza di molti altri castelli ubicati sulle isole prospicienti il litorale e sprofondate negli abissi marini. Visiteremo l’antica fortezza, scelta come set cinematografico per L’Armata Brancaleone e Il Vangelo secondo Matteo. Nel tardo pomeriggio arriveremo a Catanzaro, per la nostra cena e il pernottamento.

6° giorno
Catanzaro – Tropea – Pizzo Calabro
La celebre località di Tropea, una perla preziosa nella splendida collezione del turismo internazionale, è anche luogo di antichissime leggende e di storia millenaria. Affascinati dalle viste mozzafiato dei balconi che si affacciano sull’azzurro del mare, avremo del tempo a disposizione per consumare liberamente il pranzo tra le vie del centro, oppure per dedicarci subito alle attività di balneazione. La Calabria è una delle regioni più rinomate per le vacanze mare italiane e questa reputazione è legata in gran parte proprio alle bellissime spiagge di Tropea, un centro di villeggiatura conosciuto in tutto il mondo grazie al mare cristallino che bagna la sua costa, nonché per l’atmosfera caratteristica che ne pervade i vicoli. Visita del centro storico con il Duomo normanno che custodisce il dipinto della Madonna Nera di Romania, i palazzi nobiliari, e soprattutto la chiesetta di Santa Maria dell’Isola: da sempre il santuario fa da sfondo alle immagini più ricorrenti del turismo calabrese. La Chiesa, che sorge sull’altura dell’Isola Bella, ospita le statue della Sacra famiglia, portate in processione in mare ad ogni 15 di agosto. E’ stata comunque ristrutturata diverse volte a causa di eventi catastrofici tra cui il terremoto del 1908, per cui conserva ben poco dell’originale edificio. Le sue origini si fanno risalire al 370 d.C., per mano di una piccola comunità monastica basiliana che lì si era insediata. Ciò fa pensare che la Chiesa fosse una delle Celle, o piccole chiese, istituite da San Basilio in Calabria. È, comunque, un luogo dal fascino particolare, sia per la forte spiritualità che si respira, sia per la straordinarietà del paesaggio che da quell’alto si gode. Tempo a disposizione per il pranzo e proseguimento per la rinomata località di Pizzo Calabro. La Chiesetta di Piedigrotta è il suo gioiello nascosto. Verso il 1880, un artista locale, Angelo Barone, decise di dedicare la sua vita a quel luogo: ogni giorno, a colpi di piccone, ingrandì una grotta naturale sul mare, riempendo gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi. Tempo libero per il pranzo nel pittoresco centro storico, famoso per la produzione del gelato noto come tartufo, e a seguire visita del Castello Murat. La storia del castello è legata alla morte di Gioacchino Murat, Re di Napoli, uomo valoroso, impavido che a Pizzo cercava la vittoria e la riconquista del suo regno e invece vi trovò la morte. Cena e pernottamento.

7° giorno
Pizzo Calabro – Scilla – Reggio Calabria
Dopo la prima colazione, saremo a Scilla, splendida cittadina di origini antichissime ed avvolte dal mito d’Ulisse. Si erge su un promontorio sovrastato dal Castello dei Ruffo che divide in due parti il centro abitato, da un lato la Marina Grande, con il lungomare e dall’altro il quartiere dei pescatori detto Chianalea, che è caratterizzato dalle strette viuzze, e dalle vicine case che conducono tutte a mare, di cui molte arrivano a lambire le onde del mare. Qui è possibile ammirare un bellissimo panorama, oltre che ai rituali processi dei pescatori che, sotto casa, costruiscono le reti per la pesca, apportano piccole riparazioni alle barche, e in precisi periodi dell’anno, si dedicano alla pesca del pesce spada, molto importante per la cultura culinaria del posto. Dal belvedere di piazza San Rocco, dal nome dell’omonima Chiesa, è possibile scorgere suggestivi panorami, dai colorati tramonti, ai toni cangianti delle acque della Costa Viola, mentre all’orizzonte si intravedono le isole Eolie e l’estremità della Sicilia di Punta Faro. Il pranzo è previsto in un ristorante locale. Situata alle pendici dell’Aspromonte, Reggio Calabria è la città più grande e più antica della regione, oltre che la seconda città più antica d’Italia. Principale porto da cui partono i traghetti per la Sicilia, ospita gli spettacolari Bronzi di Riace. Ci dedicheremo alla visita del suo celeberrimo Museo Archeologico Nazionale, dove sono custoditi, tra gli altri reperti, i famosi Bronzi, originali scultorei greci di straordinaria importanza, che furono rinvenuti, in maniera fortuita, il 16 agosto 1972 nelle acque di Riace. Di seguito, una passeggiata sul più bel chilometro d’Italia, così era definito da Gabriele D’Annunzio il lungomare della città. Le invitanti luci che la sera splendono sulla costa siciliana attraverso lo stretto di Messina sembrano quasi a portata di mano, soprattutto quando si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale, di giorno, la costa siciliana sembra distare solo pochi metri, permettendo di distinguere molto bene case, auto e persone. Tempo a disposizione per la cena e pernottamento.

8° giorno
Reggio Calabria – Pentedattilo – Amendolea – Gerace
Indimenticabile itinerario alla scoperta dei miti, dei tesori artistici e delle bellezze naturali di alcuni dei territori più sconosciuti d’Italia. Cominceremo da Pentedattilo, che sorge in una pittoresca posizione tra le colline che si affacciano sul Mar Ionio e una splendida veduta sulla vicina Sicilia e sull’Etna. Il suo singolare nome deriva dal greco penta daktylos, ovvero cinque dita, dalla caratteristica forma della roccia che lo racchiude e che ricorda una ciclopica mano con cinque dita. Queste cinque sporgenze di rupe arenaria hanno generato diverse leggende che si sono intrecciate con i fatti di un amore tragico e di un efferato massacro, e hanno acquisito nel tempo l’inquietante appellativo di mano del Diavolo. E’ adagiato nel palmo di questa mano che risiede questo paese fantasma, uno dei luoghi più affascinanti dell’Aspromonte. E proprio come accade su ogni mano che si rispetti, specie su quelle che hanno raggiunto una considerevole matura età, ne porta i segni tra le sue strade, tra le sue case, come ancor meglio scrisse di esso Italo Calvino: Il suo passato è scritto nelle vie, in ogni segmento rigato a sua volta da graffi, seghettature, intagli. Il nostro viaggio verso Sud ci condurrà infine nel cuore dell’Aspromonte, ad Amendolea, per visitare i ruderi del vecchio borgo con il Castello dei Ruffo di Calabria. Per il pranzo saremo ospitati presso un’azienda agricola locale dove viene prodotto il famoso bergamotto. Quindi sarà la volta di Gerace, uno dei centri più belli e ricchi di storia della Calabria e dell’Italia. Definita città monumentale, oggi monumento nazionale, è considerata una tra le più interessanti cittadine medioevali con le sue caratteristiche viuzze, i palazzi nobiliari e le botteghe artigiane del centro storico, scavate direttamente nella roccia.
 Di particolare interesse sono la Cattedrale, la chiesa di San Francesco ed i resti del castello normanno. La cena e il pernottamento sono previsti, in albergo diffuso, proprio nel borgo più bello della regione.

9° giorno
Gerace – Mammola – Stilo
Non lontano da Gerace, eccoci Mammola, conosciuto come il paese dello stocco. Il merluzzo pescato nel Nord Europa viene accuratamente selezionato: i migliori vengono appesi su impalcature di legno per essiccarli e diventeranno stoccafisso. Mammola è pero soprattutto la sede di MUSABA, sul promontorio del Monastero di Santa Barbara, dove, nel 1969, Nik Spatari, pittore, scultore e architetto italiano, ha realizzato un vero e proprio museo-laboratorio d’arte contemporanea. Oggi MUSABA, rappresenta per l’Italia un patrimonio di inestimabile valore artistico-culturale: all’interno è ospitato Il Sogno di Giacobbe, il capolavoro di Spatari. Dopo il pranzo in uno dei ristoranti del piccolo borgo, partenza alla volta di Stilo, patria del filosofo Tommaso Campanella e definita anche la città del sole. La posizione su cui sorge è già di per sé un grande spettacolo: l’antico borgo è, infatti, disposto a gradinate sulla pietra tufacea, sopra un pendio a ulivi e viti, sicuramente lontano dall’originario aspetto orientale, del X secolo, quando la città era il principale centro bizantino della Calabria meridionale. Di particolare pregio storico e culturale è la famosa Cattolica, la chiesa bizantina più antica della Calabria, risalente al IX secolo. Cena e pernottamento in un semplice hotel situato in posizione centrale nel pittoresco villaggio.

10° giorno
Stilo – Badolato – Borgia – Catanzaro – Lamezia Terme
Il piccolo centro storico di Badolato ci presenta un meraviglioso caso di accoglienza e integrazione. Nell’anno 1997, sulle coste joniche calabresi, si verificò lo sbarco di circa 800 profughi curdi in fuga dall’Iraq e l’allora sindaco della cittadina si dichiarò disposto ad ospitare nel suo comune una gran parte di queste persone, inizialmente mosso soprattutto da una spinta umanitaria. Tra abitanti ed ospiti il sodalizio crebbe di giorno in giorno. Carrette del mare portarono altri disperati sulla costa e Badolato accettò i nuovi arrivati, inserendoli all’interno di un programma denominato O focularu, the home project, premiato da Kofi Annan. Ma Badolato ancora oggi è soprattutto un bellissimo borgo, situato in una posizione strategica e con un suggestivo impianto urbanistico bizantino, dove artisti provenienti da tutto il mondo scelgono di vivere e lavorare. Partenza quindi alla volta di Borgia, sulla costa Jonica del golfo di Squillace, dove, in località Roccelletta, sorge un vero e proprio tesoro artistico, denominato Parco Scolacium. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce numerosi edifici, ceramiche e statue dell’antica città di Squillace, la greca Skylletion. Il sito è famoso soprattutto per la Basilica, i cui resti ci accoglieranno all’ingresso: è una delle grandi cattedrali costruite dai Normanni in Calabria in stile romanico con influenze bizantine. Il pranzo è previsto a Catanzaro, dove, tempo a disposizione permettendo, visiteremo il Parco Internazionale della Scultura, divenuto negli anni una sorta di museo all’aria aperta che accoglie sculture create appositamente da artisti di fama internazionale. Al termine, trasferimento all’aeroporto di Lamezia Terme.

 

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Hotel 3/4 stelle in B&B camera doppia con servizi privati in centro storico
  • Visite guidate e ingressi
  • Spostamenti in pullman privato 25/35 posti
  •  9 Pranzi e 5 cene in ristorante
  • Guida Culturale Kel 12 al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti
  • Tassa di soggiorno

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • I voli per/da Lamezia Terme e/o il treno per/da Lamezia Terme
  • Tutti i pasti non menzionati (1 pranzo e 3 cene)
  • Le bevande
  • Le mance
  • Facchinaggio in hote
  • Extra di carattere personale
  • Quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “la quota comprende”
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IL SERVIZIO VIENE FORNITO DA LUNEDI’ AL VENERDI’ 09:00 – 19:00
Per informazioni:
viaggi@viaggiareonline.it
tel. 06454101 – fax. 0645410777

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